Lettera 44 Say it before it is too late

Domenica 2 aprile 2023

Ciao Francesca,
sono ufficialmente TRISNONNA. Che dici? Non male eh?
Oppure meglio Nonna Tris?
Il 28 gennaio sono nate in anticipo e a sorpresa due splendide e minuscole gemelline.
Così piccole che in principio ti confesso di aver provato un’incredibile soggezione.
Solo ora, a distanza di due mesi, riesco a prenderle in braccio, vestirle e lavarle senza provare quella assurda paura che avevo in principio.
Ero letteralmente terrorizzata dalla loro fragilità.
Mamma mia Franci, quanto è vero che cambiano i ritmi con l’arrivo di altre vite.
Li cambia una vita, figurati due.
Rifletto spesso sul fatto che per me l’arrivo di Federica come secondogenita a distanza di 10 anni dalla nascita di Matteo è stata traumatica quasi unicamente dal punto di vista del sonno.
Un sonno assurdo, insanabile e totalizzante.
Mi ero abituata a dormire notti intere e non riuscivo a farmi una ragione di quei risvegli continui a intervalli regolari.
Tolto questo piccolo dettaglio e complici sia i dieci anni di Matteo, sia il fatto che praticamente è nato già “grande” (maturo), io sono stata davvero agevolata nella mia gestione familiare.
Pensa che nei miei momenti di sconforto (che c’erano ovviamente) era lui a consolare me e a dirmi che presto sarebbe tornato tutto come prima.
Allacciava in vita il suo marsupio e andava al negozio sotto casa per le piccole spese di emergenza.
E poi con sua sorella era davvero incredibile. Giocherellone, premuroso e dolce da morire.
Il tutto per dirti che queste due nuove anime stupende, in presenza di un bimbo di nemmeno 3 anni, hanno creato decisamente un poco di scompiglio. Uno scompiglio d’amore di una bellezza unica, ma pur sempre caos da rimettere in ordine.
Ci stiamo lavorando, ognuno per quanto possibile e sono fiduciosa.
I miei ragazzi mi fanno tenerezza, li vedo stanchi ma talmente innamorati e felici che non posso che pensare il meglio per quello che verrà.
Sai, ho deciso di scriverti proprio oggi per ricoprire di bellezza un giorno che porterà con sé per sempre tanta malinconia.
E’ passato un anno da quanto mio babbo non c’è più e la frase che diceva sempre mia nonna “la vita toglie, la vita dà” mi pare proprio azzeccatissima per me.
Non ti nascondo che nonostante tutto quello che riempie la mia vita ci sono momenti in cui mi arrivano immagini così nitide e forti di lui che mi sento vacillare dal dolore.
Però lo sto trasformando questo dolore Francesca. Voglio farlo diventare almeno accettabile, meno acuminato.
MI sforzo di pensare a lui come ad un rifugio capace di accogliermi e far riposare il mio cuore.
Provo a trarre conforto dal rievocare la sua voce, le sue frasi ricorrenti, il suo modo di atteggiarsi, camminare e amare.
Mi ha amata molto sai?
Magari non era stato capace di dimostrarlo come avrebbe voluto per tutta la vita, ma in questi ultimi suoi anni stava imparando.
Il suo amore per me io lo vedevo nei suoi occhi, che brillavano di una luce particolare ogni volta che arrivavo da lui.
Mi manca sì, ma mi sto adoperando per riuscire a trovargli un posto. Comodo per lui e anche per me.
Volevo quindi celebrare questo momento con te, per raccogliere in una lettera ciò che sta attraversando il mio cuore, tutto l’amore che ho ricevuto e tutto quello che voglio donare.
Temo che gli spazi da dedicare a noi due Franci abbiano subito una ulteriore riduzione (già erano parecchio risicati prima),
Pazienza, vorrà dire che quando arriveranno, saranno ancora più intensi.
Nel frattempo, ho comunque la certezza di trovarti qui, ogni volta che sentirò il bisogno di te.
E lo stesso vale per il tuo bisogno di me.
In un’epoca di messaggi whatsapp ti pare poca cosa?
Ti aspetto, con il cuore.
P.S. Sono tante le cose che avrei voluto dire e non ho detto quando pensavo di avere tempo. E poi questo tempo non c’è stato più,
P.P.S. Da ora in poi voglio impegnarmi a dire sempre tutto quello che ho dentro, senza aspettare che sia troppo tardi.

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