Solo allora capisci

È un fresco mattino di primavera e ti senti molto orgogliosa di te stessa.
Sei riuscita ad alzarti all’alba come ti eri prefissata.
Cammini, assorta, fino a che la vedi davanti a te. Lontana, ma non così tanto da non riuscire a scorgere due fiocchetti rossi che trattengono i capelli in due codini ben tirati.
Quasi troppo tirati, non sentirà male?
È piccola, così piccola che ti si stringe il cuore. Indossa una maglietta con un logo che non riesci a decifrare e un paio di shorts.
Completano il quadro due gambette magre ma toniche al punto giusto.
Ancora qualche metro e la potrai raggiungere, così da chiederle cosa ci faccia una bambina in un campo sportivo deserto all’alba.
Non sei abbastanza veloce. O meglio, lei è più veloce di te.
Si gira un attimo, il visino serio e concentrato ti pare delizioso.
Dove hai già visto quel volto? Frughi nella memoria alla ricerca di un appiglio e mentre sei impegnata a cercare di ricordare, lei scatta in avanti con un movimento perfetto, come obbedendo al comando di uno starter.
Ti accorgi che ti viene da piangere, ma possibile? Stai proprio invecchiando.
Perché questa immagine ti commuove così tanto? E soprattutto, cosa ti ricorda quella bambina?
Sta correndo velocissima, in gara con il mondo, in gara contro il niente.
Arriva al traguardo, spinge avanti il petto ed alza le mani esultando.
Saltella sul posto ruotando su sé stessa, le guance rosse per lo sforzo sono rivolte verso la gradinata.
È chiaro, sta cercando qualcuno mentre scruta con attenzione tutto intorno a sé.
Cerca un viso in mezzo ad una folla che io non vedo.
Vuole un volto, è evidente, le basterebbe trovare quello.
Ma tu non vedi nessuno, ci siete solo voi due in questo limpido mattino di primavera.
Si piega sulle gambe e sembra delusa.
Espira forte, soddisfatta della sua corsa e del risultato, eppure così triste.
Le manca qualcosa. Le manca qualcuno.
Tu sei sempre più vicina a lei, fra poco potresti riuscire a toccarla ed hai una voglia incredibile di stringerla fra le braccia, di dirle che è stata brava, che non importa, che andrà tutto bene.
Le arrivi alle spalle, ha le mani sui fianchi e sta cercando di calmare i respiri.
Si volta verso di te con gli occhi lucidi, mentre piccole goccioline di sudore le incorniciano il volto.
Sei finalmente così vicina da riuscire a vedere il colore dei suoi occhi.
Sono verdi, ma non di un verde qualunque, è un verde zeppo di pagliuzze dorate.
Stai quasi per cadere dentro a quegli occhi lì, quando lei ti sorride, come chi ha finalmente trovato quello che stava cercando.

Solo allora capisci.

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