Intervista a Rita e Francesca scritto a quattro mani

A volte penso che la “Pazza di casa” di Francesca, sia ancora più pazza della mia. E, quindi d’accordo, eccoci qui ad intervistare noi, con le stesse domande proposte ai nostri bimbi la scorsa estate.

Rita

1) Che cosa ricordi delle tue nonne?

Aiuto, che domanda difficile.

Le mie nonne sono scomparse entrambe a un anno circa di distanza una dall’altra, tanto tantissimo tempo fa. Purtroppo, non ho trascorso molto tempo con loro, mia mamma lavorava in casa e non c’è mai stata la necessità che io venissi accudita da altri. Ora, ripensandoci, mi sarebbe piaciuto invece essere più presente.

Di Santina ricordo davvero pochissimo, solo la sua aria a volte triste, il suo grembiule nero e la dolcezza con cui ha condiviso parole e compagnia nell’ultima parte della sua vita.

Di Colomba invece ho la mente piena di immagini. Quando ho fatto la stessa domanda a Marco, mi sembrava di possedere pochissimi ricordi e invece la penso e sono tante le cose che mi tornano negli occhi e nel cuore.

Potrei descrivere la minuscola casetta dove abitava prima di trasferirsi da noi. Sembrava la casa delle favole tanto era piccola e ora quando passo proprio lì davanti e la vedo infestata di piante e sul punto di cadere, mi piange il cuore.

Poi la ricordo a casa nostra, quando non è stata più in grado di badare a sé stessa, la sua poltrona in corridoio, il letto in sala, le sue passeggiate nel cortile, le tasche del suo grembiule sempre piene di fiori, semi e santini, il rosario fra le sue mani, le rose benedette e la sua devozione immensa e infinita, i suoi silenzi, la sua paura di disturbare, il suo non prendersela mai per nulla, nemmeno per le mie reazioni di adolescente stupida.

Ricordo quando mi obbligava a “fare l’olio” per togliermi il malocchio. Ripenso a quanto mi faceva arrabbiare che credesse a queste cose, ma era nata con il Velo della Madonna e alla fine mi arrendevo (secondo lei ce l’avevo sempre, il malocchio dico).

Ora la immagino che sorride di questa mia descrizione, nel suo modo dolce, discreto, con la condiscendenza di chi ha già capito e conosciuto tutto quello che io ancora non so. Quello che so, per certo, è che mi ha voluto sempre tanto bene

2) Cosa ti piace?

Mi piacciono i baci, tutti i baci, ma in particolare quelli dei miei bimbi. Sono baci che sanno di biscotto, di futuro, di dolcezza. Leggere leggere leggere e ancora leggere, di conseguenza trascorrere del tempo in libreria lasciandomi ispirare da titoli e copertine. Fare ordine nel mio disordine, anche mentale, scrivendo. Camminare, nelle mie colline e in spiaggia al mattino presto quando è ancora deserta. Il mare da fuori. Ascoltare il rumore della pioggia. Cercare di capire il perché, delle cose e dei comportamenti delle persone (anche se spesso è un lavoro faticoso e inutile). Le mie amiche. Il mio divano.

Mi piace la mia “pazza di casa”, che da sempre abita dentro di me, ma che ho saputo riconoscere e a cui ho finalmente dato un nome grazie alla mia amica Roberta che mi ha regalato il romanzo di Rosa Montero. Mi piace quando mi arrivano, improvvise, emozioni forti, ricordi dolci e immagini che mi fanno gli occhi lucidi di tenerezza. Mi piacciono i viaggi e Top crime.

3) Cosa non ti piace?

L’invidia, il buio, o anche solo la penombra, perché i miei bastoncelli non collaborano. Non capire il perché, delle cose e dei comportamenti delle persone (vorrei imparare invece a lasciare andare). La gente che scompare. Il mare da dentro. La pioggia quando non è dolce. L’ansia che mi prende prima di un viaggio e quella che fa capolino, spesso, a volte anche senza una ragione. I ricatti dell’anima.

4) Cosa vorresti fare da grande?

Vorrei aprire una libreria, piccola, calda, curata, con un caffè al suo interno. Ho un paio di amiche con cui ne parlo spesso. Immaginiamo divanetti e ceramiche deliziose e poi persone che leggono il libro che hanno appena acquistato, gustandosi un caffè o ancora meglio un tè. Ne terremmo di tanti tipi, così da far felici tutti, insieme a dolcetti ricercati. Mi pare quasi di sentirla l’aria piena di sussurri di chi si scambia opinioni sulla letteratura. Abbiamo già in mente scaffali, titoli e consigli.

5) Se chiudi gli occhi, cosa ti viene in mente?

Mi vengono in mente i miei genitori.

La mia mamma seduta alla sua macchina da cucire.

Il suo piede che si muove sul pedale e le sue mani che accompagnano la stoffa. Tengo gli occhi chiusi e sento il rumore ritmico di questo utensile che ha accompagnato tutta la sua vita fino a che quel filino di luce che continuava a intravedere non l’ha definitivamente abbandonata. Il mio babbo seduto in terrazza, lo sguardo perso verso la collina della sua infanzia, oppure sul divano che mi aspettava, ogni sera, negli ultimi anni della sua vita. Come se guardassi su uno schermo vedo il suo sguardo tenero e addolcito dall’età e lo avverto dentro l’anima, che si sentiva al sicuro se solo gli sedevo vicino.

6) Se tu fossi un animale quale ti piacerebbe essere?

Lo so che ti saresti aspettata che rispondessi “farfalla”.

E invece no. Sorpresa! Le adoro e le ammiro, ma se dovessi essere un animale, sceglierei di essere un gatto. E ora ti spiego anche perché.

I miei figli avrebbero sempre voluto un animaletto, un gatto o un cane. Ma Fabio è stato irremovibile e quindi, al massimo a casa nostra ci sono stati pesci rossi e un criceto. Però sono circondata da amiche con gatti e quando le ascolto parlarne, scorgo nelle loro espressioni sfumature d’amore che sono certa loro scorgano in me quando parlo dei miei nipotini. E quindi sì, sarei un gatto, un pochino indipendente ma anche coccolato e riverito.

E poi avrei sette vite. Vuoi mettere al confronto della vita media di una farfalla?

7) Se tu potessi possedere un super potere, quale sceglieresti?

Vorrei possedere il potere di guarire. Ma proprio tutto. Le ferite dell’anima, quelle del corpo e le malattie. Degli altri, prima di tutto, ma anche le mie. Un pochino troppo pretenzioso come potere vero? È quasi più facile ottenere quello dell’invisibilità, per dire. Così pretenzioso che non viene menzionato neppure nei cartoni animati.

8) A cosa pensi quando sei triste per tornare ad essere felice?

Di getto ti risponderei dicendoti che penso alla vita che ho creato e che è stata creata di conseguenza.

Ma è un pensiero talmente alla base della mia vita da permearla nella sua interezza e quindi (per non diventare noiosa) ti dico che per tornare ad essere felice penso al libro di turno che mi aspetta e al fatto che non mancheranno mai libri per riempire le mie malinconie.

Francesca

Il mio cervello ha continuamente idee di ogni tipo, ad alcune do voce, altre invece decido di tenerle da parte, per altri momenti, per il futuro. Mi piace come per Rita siano entusiasmanti certe mie preposte: credo sia la persona giusta per me!

1) Che cosa ricordi delle tue nonne?

Questa domanda mi piace tantissimo, forse perché è una di quelle che non ti pone mai nessuno.

Di Meroppa ricordo l’aria seria, l’odore della sua casa, la tavola apparecchiata per la colazione piena di tutto, la sua incapacità di abbracciare, gli occhi tristi e l’aria distaccata che rivedo spesso nello sguardo di Lucia.

Di Ada ricordo ogni cosa, fantasticata negli anni della sua assenza, che me l’hanno fatta diventare ancora più grande tra i miei pensieri. Ricordo il suo odore, la pelle fredda di quando arrivava al mattino in bici piena di sporte, ricordo i suoi occhi azzurro cielo come quelli di Violante.

Ricordo tantissimi suoi discorsi, alcuni li abbiamo anche scritti io e i miei cugini, sul quaderno delle assurdità che non sembrano neanche più assurde oggi. Ricordo i suoi abbracci, il sapore del pollo con le patate, la sua casa piccina, i panini con la nutella, il lettone freddissimo, la camera “vecchia” dove se ne stavano i gatti, la capanna di lenzuola tra i fili, il pozzo con l’acqua fresca e soprattutto il bene che mi voleva e che non mi vorrà mai più nessuno…

NB Anche a me faceva l’olio, ma mi par di ricordare che andasse sempre tutto bene!

2) Cosa ti piace?

Mi piace la puntualità, il rispetto, l’educazione, la cortesia, mi piace stare abbastanza bene, perché stare bene diventa troppo e lascia spazio ad altri pensieri. Mi piace un bicchiere di vino la sera, avere tempo per un libro e per scrivere; i “sì” della mia mamma, quando sono diretti e senza polemiche; le risate delle bambine; mi piace vedermi bella; mi piace andare a suonare, mi piace suonare la mia voce, adattarla a diversi tipi di musica, cercando di non fossilizzarmi su un genere solo, la musica è tutta bellissima, mi piace pensare che non finirà! Mi piace la tensione che sento addosso alle prove e la leggerezza che mi cresce dentro durante le esibizioni dal vivo.

Mi piacciono le sorprese inaspettate, quelle che ti fanno proprio capire che qualcuno ti conosce e ha scoperto cosa ti servisse proprio in quel momento lì! Mi piacciono le idee, i progetti. Mi piace pensare a ciò che devo scrivere, sfogarmi scrivendo, stilare liste, mi piace l’idea che mentre scrivo possa diventare qualsiasi cosa e l’idea che anche nella vita vera potrei diventare qualsiasi cosa. Mi piace la mia incapacità di smettere di desiderare e di fissare obbiettivi! 

Mi piacciono le patatine fritte, gli abbracci dentro al latte macchiato, i telefilm che mi fanno appassionare, i film horror.

Mi piace stare con le mie amiche, soprattutto quando parliamo di serate e la Patti prenota un tavolo, o quando parlo di idee su libri o blog e la Rita mi dice sì, o quando parliamo di viaggi e la Michi fa un preventivo al volo.

3) Cosa non ti piace?

Non mi piace preoccuparmi e non riuscire a smettere di farlo, non mi piacciono le malattie, quelle che piano piano si portano via tutto… Non mi piace l’idea di poter perdere i miei pensieri e quindi me stessa…

Non mi piacciono i telefonini, soprattutto quelli tra le mani dei bambini, non mi piace la nebbia, non mi piacciono i dispetti e i capricci. 

Non mi piacciono le bugie, la falsità, le cose non dette e i comportamenti da quindicenni addosso alle persone che di anni invece ne hanno cinquanta o quasi! Non mi piacciono le assenze di coloro che avrei bisogno mi stessero accanto.

Non mi piace l’artrite, quando torna di improvviso, dopo essere stata da parte per un po’, e mi annienta perché ogni volta la dimentico, una vana speranza mi pervade, mi abituo alla sua assenza con una velocità assurda e poi lei torna e mi accartoccia con una cattiveria inaudita che ogni volta mi sorprende!

4) Cosa vorresti fare da grande?

Vorrei vivere al mare, in un posto senza sbalzi di temperature, e sicuramente andare a trovare Rita nella sua caffetteria, mi immagino già a leggere libri sorseggiando però un bicchiere di buon vino.

Da grande?

Beh probabilmente sono già grande adesso e sto facendo esattamente quello che vorrei! Comunque per me e per il mio domani l’importante è soprattutto continuare a scrivere, in particolare, per il mio futuro, mi piacerebbe scrivere la sceneggiatura per un film, ho già un’idea davvero brillante in testa da quasi vent’anni, spero che nessuno me la porti via, come mi è già successo tra libri e vampiri.

5) Se chiudi gli occhi, cosa ti viene in mente?

Un prato, pieno di fiori, una musica in lontananza, probabilmente su c’è un pezzo di Carmen Consoli che vorrei suonare.

6) Se tu fossi un animale quale ti piacerebbe essere?

Sicuramente uno che vive in mare, forse un delfino?

O meglio uno che vive in fondo all’oceano, probabilmente un polpo gigante o più banalmente un’alga.

7) Se tu potessi possedere un super potere, quale sceglieresti?

Una volta avrei scelto il teletrasporto, ma oggi penso che non mi servirebbe più… oggi vorrei essere un dispensatore di pazienza, servirei tanto alle mie figlie! Mi piacerebbe poggiare una mano sulle loro spalle e vederle rilassarsi, respirando, capendo, aprendo la mente, per poi ritrovare la calma.

NB Sì che esiste nei cartoni una che guarisce e lo fa con il cibo! È la mamma di Mirabel in Encanto! Cartone bellissimo tra l’altro!

8) A cosa pensi quando sei triste per tornare ad essere felice?

A tutti gli scenari che potrei mettere in pratica per cambiare completamente e drasticamente la mia vita!

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