Domenica 8 febbraio 2026
Ciao Rita,
ho iniziato diverse volte, nell’ultimo periodo, questa lettera, poi lasciavo perdere perché mi sembrava di rimanere intrappolata tra tutti i miei pensieri storti.
Ho avuto un periodo incerto, un po’ difficile, come se ogni cosa non riuscisse ad incastrarsi nel verso giusto. Sai, non dormiamo più molto e viviamo come in uno stato di malessere continuo, in un posto ovattato, dove tutto sembra sfocato e con un audio poco buono, distorto, disturbato e quindi finiamo col sentirci spesso sopraffatti, anche dalle piccole cose che, diciamoci la verità, son così poco importanti in questa vita di adesso..
Comunque ora ci stiamo riallineando.
Ieri siamo riusciti a trovare l’appartamento al mare per il mese di agosto, il mio solito non era più disponibile come sai, e la sua assenza mi aveva lasciata in una situazione incerta. Mi immaginavo altrove, in posti inadatti, senza spazio, senza parcheggio, con due bambine da gestire in luoghi poco conosciuti, mi inalberavo in situazioni di pericolo immaginando scenari piuttosto improbabili ma talmente in agguato da farmi quasi paura.
E’ proprio vero che la maggior parte delle volte finiamo con il preoccuparci intensamente per cose che poi non succedono neanche.
Ho compiuto quarantacinque anni, questo numero riempie la bocca in modo spropositato, un traguardo importante che mi ha dato una specie di sicurezza e mi ha fatto trovare la spinta necessaria per provare a dire ben chiare le cose che vorrei alle mie figlie, alle mie band, ad Andrea e a tutti quelli che mi stanno attorno. Non dico di aver ottenuto successo ovunque, ma mi sembra di aver dato uno scossone alle cose e mi son sentita fiera e orgogliosa di me e del riallineamento che ne è uscito fuori.
La tua ultima lettera, tra viaggi e libri, l’ho riletta ieri sera e mi son sentita più leggera.
Con le ragazze stiamo pensando di andare a Palermo, la Sicilia l’ho vista quasi tutta, Palermo mi manca, la voglio vedere!
I pensieri dei viaggi sono, quasi per tutti, alla base della felicità, come il fissare le date delle prove in serata con i ragazzi a suonare, ma penso tanto ai libri in questo periodo, alla voglia che ho di leggere e buttarmi dentro un mondo diverso tra le pagine di qualcosa di nuovo: finché ci saranno libri ci sarà vita, hai proprio ragione, con i libri non ci si sente soli mai! Ho bisogno di leggere tanto per riallinearmi completamente, sottolineando le frasi più belle, salvando quelle che dovrei utilizzare.
La tua “malattia” mi piace: è ciò rende te: te!
PS Alla festa del maiale non c’erano le mie solite amiche a vedermi suonare, avevo paura.. E’ proprio una sensazione diversa quella che si prova suonando davanti ad altre persone, che sai che non ti applaudiranno soltanto per farti un piacere. E’ stato incredibilmente emozionante.. avrei dovuto presentare la band alla fine della canzone dei The Cranberries ma non ce l’ho fatta, ero impegnata a mantenere un contegno trattenendo le lacrime che spingevano pulsanti davanti all’entusiasmo che quel pubblico mi stava dimostrando.. ma che roba straordinaria! Ma che spettacolo! Ma chissà cosa si prova a suonare sopra un palco in un locale pubblico?
PPS Sto preparando tre pezzi di Carmen Consoli!
PPPS Scrivi appena puoi!
