Lettera 65 Ti parlo di musica

Sabato 12 settembre 2026

Ciao Rita,

non sto a scusarmi per l’attesa nel risponderti, che tanto non è più come nel periodo del Covid, dove potevamo trovarci soltanto qui. Ora ci vediamo a pranzo, in pausa caffè e a volte anche in serata, come per uno dei miei ultimi concertini, riusciamo a parlarci e abbracciarci e la vita scorre in modo più sensato.

Ti scrivo oggi per dirti che sta andando tutto abbastanza bene, posso aggiungere che, su consiglio della mia estetista, ho iniziato a pregare, facendolo rivolgendomi a un Dio che non so bene chi sia, o forse rivolgendomi proprio a me stessa, e spero che un po’ possa riuscire ad ascoltarmi.

Immaginino inoltre, che sia un qualcosa che serva più che altro a me, per darmi la speranza che ci sia qualcuno che possa stabilizzare il mio altalenante tormento di sentimenti ed emozioni contrastanti che si susseguono spesso in modo disordinato e confuso: forse sperare che qualcuno mi ascolti è necessario, anche se quel qualcuno sono soltanto io, magari non mi ascolto abbastanza.

Ora ti parlo di musica, come sai ho fatto una serata ai mercoledì nel cuore, nel caldo soffocante del centro di Forlì, suonando di fronte ad amici ed estranei che mi guardavano fissa negli occhi.

Ero coperta di sguardi e non sapevo dove appoggiare il mio, ho tenuto per lo più gli occhi chiusi, avevo paura di farmi distrarre e dimenticare le parole.

La serata è uscita bene e la gente che è venuta ha fatto una prova di sopravvivenza per restare, il caldo era veramente assurdo, ma mi hanno detto, in diversi, che non riuscivano ad andarsene, presi dalle emozioni che siamo riusciti a trasmettere: i miei musicisti sono davvero bravi, son proprio fortunata ad avere trovato delle band così forti!

“Avevo la pelle d’oca nonostante il caldo massacrante” : mi hanno detto!

Il repertorio scelto era straordinario, cover di pezzi davvero bellissimi, alcuni dei quali mi erano sconosciuti, ma che sono venuti fuori dalla mia pancia in modo inconsueto, facendoli sembrare un po’ anche miei!

Una mia cara amica, cantante professionista, ci tengo a precisarlo perché ovviamente questa sua caratteristica fa la differenza, mi ha detto che sono bravissima con l’italiano, non mi aveva mai sentita in questa versione, mi ha detto che ha pianto: io l’ho vista piangere e ho chiuso gli occhi per riuscire a contenere le mie emozioni.

Ho suonato anche a La Collina dei magari, quel posto straordinario di cui ti avevo parlato che si trova sulle colline di Cesena, dove mi ero immaginata a suonare durante un sabato a pranzo, avvolta da quella sensazione di benessere che il posto stesso e i ragazzi che ci lavorano erano riusciti a darmi.

Non ho potuto divulgare troppo la notizia, perché abbiamo fatto sold out in pochi giorni e le centocinquanta persone che mi son trovata davanti, di cui oltre cento sconosciute, mi hanno fatta sentire grandissima. Vedere degli estranei che girano la loro sedia per guardarti, partecipando canticchiando, tenendo il ritmo e battendo le loro mani per noi, proprio per noi, mi ha riempita di coraggio ed entusiasmo.

Per queste serate ho letto dei pezzi miei, che ho scritto proprio per i momenti di cambio strumenti: leggere qualcosa di mio è, probabilmente, ciò che mi differenzia tra gli altri cantanti di cover band e mi rende più fiera di me stessa.

PS Ti ho preparato qualche libro di poesia che secondo me potrebbe aprirti un po’ la mente. Te li porto al più presto.

PPS E’ stato bellissimo averti come spettatrice, non so se te ne sei accorta, forse sì, in alcuni momenti cantavo soltanto per te!

PPPS Questa estate ho letto tre libri! Un traguardo straordinario, che mi è stato concesso grazie ad un’oretta, soltanto per me, che le bambine mi hanno regalato ogni giorno ad agosto: stanno crescendo, stanno migliorando, ce la sto facendo.

PPPPS Ti aspetto!

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