Lettera 5 tristezza

Martedì 24 marzo 2020

 
Ciao Rita, sono io…
avevo pensato di risponderti subito, di getto, appena ricevuta la tua ultima…
Avevo voglia di infamare tutti quelli che non ci rispettano e continuano ad uscire e per colpa dei quali non possiamo vederci, non possiamo riabbracciarci, coloro che non possono rinunciare al pane fresco ogni mattina, al giretto in farmacia d’abitudine, alle chiacchiere tra le scansie del supermercato… mi fanno venire voglia di prendermela anche con me stessa, che quando tu eri disponibile io non ho trovato il tempo per vederti… 
 
Quindi ho temporeggiato e non ti ho scritto perché ero triste, preoccupata ed arrabbiata e non ti avrei trasmesso altro che ansia, dispiacere e delusione…
Poi mi sono sfogata col pezzo  “fare la spesa” e mi è sembrato di stare un po’ meglio…
 
Ti scrivo oggi che sono più serena, visto che finalmente sono riuscita a trovare il mio farmaco per l’artrite! Che io, ascoltando il TG, non ci pensavo che questa idea di provare un farmaco su migliaia di malati, potesse mettere in difficoltà chi quel farmaco lo usa abitualmente…  E insomma ho passato due notti in ansia contando 10 volte le mie ultime pastiglie rimaste, sperando di essermi sbagliata e trovarne ancora da qualche parte…  Ho telefonato a dottori e farmacisti, qualcuno mi ha detto che tra un mesetto sarebbe arrivato il farmaco generico che “è uguale, ha solo un sapore più amaro…” che ansia! Ho iniziato a pensare che tanti giorni senza farmaco, sommati ad un compagno neo assunto che non può prendere ferie, una bambina di sette mesi e dei genitori che non sono autorizzati a venirti a trovare, il risultato ottenuto non era affatto buono…  Poi una farmacista ha risposto dicendomi “Sì: te le tengo da parte?”… e le cose sono migliorate, la giornata è diventata più leggera… mi sono sentita meglio… anche se temo in molti non avranno la mia stessa fortuna… 
 
Grazie per le belle parole di incoraggiamento che mi hai mandato, grazie per i tuoi ricordi e per i tuoi bei pensieri nostalgici… 
Immaginando i tuoi ragazzi all’asilo non posso non dirti, per aggiungere un po’ di tristezza, che ho appena inerito la domanda per iscrivere al nido Lucia a settembre, senza ovviamente aver visto nemmeno un asilo… speriamo di capitare bene, ho scelto basandomi soltanto sulla location… 
 
Ti giuro che in questi giorni ci ho provato a smettere di avere paura, a trovare la mia centralità, ma questo virus mi fa paura per davvero soprattutto perché ho capito che fa paura soltanto a chi lo ha capito e non viene invece considerato  da coloro che non hanno capito una mazza… non ci sono le vie di mezzo, ci sono solo coloro che hanno capito e hanno paura, e quelli che invece no e non gliene frega nulla, non ci sono quelli che hanno capito soltanto qualcosa o alcuni che hanno capito metà… o tutto o niente… e quelli che hanno capito niente fanno ancora più paura del virus stesso… ho letto un hashtag che rende l’idea: #ilviruscamminasullegambedellagentesoprattuttodiquellaignorante e penso non ci sia niente di più vero, niente di più adatto! Soprattutto perché quando provi a spiegarglielo a questi spavaldi loro ridono e pensano che sia tu ad esser matto, o visionario, o esagerato… e la maggior parte delle volte concludono il discorso con un bel “ma noi siamo forti, a noi non succede nulla…” bene dai: speriamo… 
 
E dopo averti scritto tutte cose tristi, anche se avevo tardato proprio per non farlo, posso concludere dicendoti che ho notato il tempo rallentare, scorrere più lento, le giornate sembrano durare di più non sono 24, ma 48 le ore di ognuna, credo che il tempo scorra più piano nei giorni in cui si attende, e si spera, e si prega… posso dirti che sto apprezzando tutto di più: i sorrisi di Lucia, gli abbracci di Andrea, le videochiamate (per le quali mi trucco come per gli appuntamenti veri), i video stupidi su Tik Tok che aspetto con ansia per fare quelle risate vere che fanno male alla pancia e bene allo spirito… Posso aggiungere che un’altra volta sono stata lontana da tutti per 18 giorni, ero in California ero viva e spensierata… Posso dirti anche che ho iniziato a dire “ti voglio bene” (proprio con la voce) sempre, costantemente, con il cuore la testa l’anima e tutto il resto… alle persone che amo, a cui tengo, che son parti di me e chissà quando, se rivedrò… ma almeno so che sanno, sapranno che gli voglio, gli ho voluto bene per davvero!
Cerco insomma di farti capire che è vero: questo virus ci sta già cambiando, non saremo mai più quelli di prima e pure io, come tutti, penso sia l’unico lato positivo di questo strano inferno in cui ci troviamo. 
Un abbraccio amica mia..
Rispondimi presto!
Fra 

 
 

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