Vorrei farti così tante domande.
Vorrei che altrettante me ne facessi tu.
Che mi chiedessi quanta strada ho fatto, quanto amore ho dato, se ho sofferto, chi ho conosciuto, chi ho lasciato andare.
Ti osservo con attenzione, cercando di scoprire chi ero e come ho fatto ad arrivare fin qui.
Quanto tempo.
Che belli i tuoi capelli penso. Poi mi ricordo che non mi piacevano poi così tanto.
Mi accarezzo piano il viso e sotto i polpastrelli sento i solchi di rughe che però, osservandoti, non vedo.
Faccio scendere con cautela le mani lungo i fianchi, stropicciando con tenerezza forme morbide con cui ormai ho fatto pace.
No tranquilla, sono solo mie.
Dove sei stata in tutti questi anni, di cosa avevi paura? Di chi?
Puoi dirmelo, ora sono tornata e sono qui.
Ho pensato che fosse arrivato il momento giusto per venire a riprenderti.
Quanto tempo.
Sì, ne ho impiegato molto lo so, ma sono stata così impegnata a fare e poi disfare, a costruire e poi a distruggere, ad amare e poi a non amare più.
È vero, ho avuto una vita molto piena, ma non credere che io mi sia mai dimenticata di te.
Così come non ho mai scordato il luogo in cui ti avevo lasciata. È stata dura anche per te vero? Incastrata in un luogo meraviglioso, ma, comunque, bloccata in una bolla di infinito.
Ferma ad aspettare. Ti ho sempre pensata così.
Hai aspettato, sempre e solo aspettato. Cosa poi? Non è mai arrivato nulla, lo so bene.
Sì, lo so, perché mentre tu restavi qui ferma ad aspettare, io ho dovuto rimboccarmi le maniche e andare avanti con la mia vita.
Lavoravo, correvo, vivevo ma non credere, c’era sempre una vocina dentro di me che me lo ricordava, che invece tu eri rimasta lì.
Quanto tempo.
Ora però ci sono, ti guardo e ti vedo bella come ora non sono più.
Non mi credi lo so, non ci hai creduto mai, però ora ho solo voglia di riportarti a casa.
