Sabato 11 ottobre 2025
Eccoti Francesca! Finalmente sei arrivata.
Come prima cosa voglio dirti che il discorso “autostima” è chiarito solo in parte, ma ne riparleremo…
È dispiaciuto molto anche a me non ascoltare le tue parole la sera del concerto. Ma ero davvero tanto tanto stanca. Ma, so che lo sai, ero tornata da Bologna soltanto per te.
Non sono riuscita a fare meglio e di più, invece avrei dovuto.
Vorrà dire che la prossima volta sarò quella che vi aiuterà a smontare gli strumenti, per essere certa di non perdermi nulla di te.
Ora, come sai, sono in viaggio in questo paese incredibile, colorato e scalcinato a tratti.
Del Brasile ti parlerò con calma a voce.
Quello che voglio dirti ora, a proposito di viaggi e pensando alla valigia che ho preparato, è che mi rendo conto che non ho ancora imparato a “viaggiare leggera”.
O meglio, sono capace di farlo con quasi tutto il bagaglio, ma non con i libri.
Pensa che per una vacanza di due settimane, mi sono caricata di 5 libri di carta, oltre ad altri 4 scaricati su Kobo (metti che mi trovi in luoghi in cui non ci sia abbastanza luce).
Tu dimmi se è possibile essere così malati di mente.
A parte il peso.
Ti dico solo che quando è parso dovessimo imbarcare anche il bagaglio a mano, causa aereo pieno, sono andata nel panico ed ho iniziato a pensare a come poter distribuire i libri.
Il mio pensiero non era “come faccio se si perdono i vestiti o le cremine”, ma “se si perdono i libri??”
Tragedia!
E insomma, oggi è il settimo giorno di viaggio e ne ho finito uno.
Ed era assolutamente prevedibile.
Stai in giro, fai cose, torni morta, quando leggi?
Credo che questa mia malattia sia intimamente collegata a quella del loro acquisto compulsivo (ma anche rassicurante).
Ho scoperto che esiste un nome per questa patologia che i giapponesi chiamano Tsundoku e che a dire il vero non è considerata una caratteristica negativa della personalità. Tsundoku sta per “acquistare libri e accumularli”.
È quello che faccio io da sempre, attratta continuamente da nuove pubblicazioni.
L’idea è di leggere davvero subito quello che compro, ma poi ne vedo altri, mi distraggo e si accumulano.
Ma prima o poi li leggerò.
In questo accumulo compulsivo io però ci vedo anche tanto amore per i libri e la lettura. Anche nei libri non ancora letti è custodito un piccolo tesoro, che a tempo debito so che mi verrà svelato.
Ho però imparato a non impormi più il supplizio di finire anche quelli che non mi piacciono.
Sono troppi i libri e il tempo invece è troppo poco.
Non posso sprecare ore soffrendo su parole che non mi restituiscono nulla.
In passato l’ho fatto, ma ora non più.
Ho imparato anche a sbarazzarmi di quelli inutili. Ma che nessuno provi mai a chiedermi di smantellare le mie varie librerie di casa.
Sono così gelosa dei miei libri che li presto solo a chi dico io (e me lo segno pure, con data e nome).
Sono un po’ malata dai, puoi dirlo, non mi offendo.
Adesso ti saluto perché sto per arrivare in un luogo meraviglioso di cui poi ti racconterò.
Ti abbraccio, ancora più forte perché sono tanto lontana.
Torna presto da me, non farmi aspettare…
PS Presto però le parole che non ho ascoltato vorrei sentirle.
