E adesso?

E adesso?

Ah adesso devi imparare tutto: a tenere su la testa, i piedi in linea, a muoverti strisciando, poi a gattoni, poi ad alzarti in piedi, camminare, correre, saltare, a fare la capriola (meglio se prima degli altri).

Devi imparare a ridere (per piangere sei già pronto), devi imparare a farti capire, gesticolare, poi a parlare, volendo anche in svariate lingue.

Devi imparare a gestire le emozioni, capirne le sfaccettature, devi imparare a mangiare (a farlo senza sporcarti), devi imparare a gestire la gente, a non ucciderla, meglio non uccidere neanche gli animali, ma per quello deciderai tu più avanti…

Devi imparare a scrivere, leggere, suonare uno strumento (magari due), andare in bici, sui pattini, a nuotare, ballare, cantare, giocare a pallone, a guidare, a bere senza esagerare e senz’altro ad avere ironia su te stesso e su questa vita del cazzo, senza prenderla né poco, né troppo sul serio.

Soprattutto ti consiglio di credere a metà: perché credere troppo fa davvero male, fa perdere il contatto con la realtà, mentre non credere a niente, al contrario, ti annienta, ti fa sentire solo, ti fa schiacciare da questa realtà…

E adesso?

Adesso possiamo fare qualsiasi cosa! Il mondo è nostro!

Possiamo ridere, piangere; vivere, morire; cadere, rialzarci; partire, tornare; urlare, sussurrare…

Possiamo provare a fare l’amore, oppure puoi semplicemente fottermi, decidi tu.

Non si piange sulla propria storia, si cerca di cambiarla.

Ricordati che fare ciò che ami è il modo migliore per celebrare la vita!

C’è sempre qualcosa da fare a casa: aspetta che me lo scrivo perché me lo devo assolutamente ricordare!

E adesso?

Tocca a te: io passo! Dopo aver pescato un’altra carta inutile!

E adesso?

Adesso dovresti parlare tu, dire qualcosa che mi faccia cambiare idea, dire qualcosa di speciale che mi convinca a restare, qualcosa di utile per rimediare e risolvere tutto quello che è successo stasera.

Potresti stupirmi, farmi pentire della mia scelta, farmi tornare sui miei passi, ricredermi.

Potresti colpirmi, magari con un bel pugno forte nello sterno, darmi uno schiaffo in piena faccia, farmi sentire che sono ancora viva.

E ora spaventami: ho bisogno di una storia mai sentita, con un finale inappropriato, un doppio senso difficile da notare, un motivo per alzarmi e non restare a letto tutto il giorno.

Adesso potresti andartene e non tornare più.

Potremo chiuderla qui e fingere di non conoscerci, fare come quelli che si incontrano per strada ma fingono di non vedersi.

Non so più il tuo nome, tu dimentichi il mio, sarà facile vedrai, dopo un primo tempo piuttosto difficile che ci manderà in confusione, ma che poi ci permetterà di ritrovare noi stessi ed è senz’altro l’unica cosa che conta!

E adesso?

Beh adesso non crederai di poterti arrendere?

Qualsiasi sia la portata della tragedia che ti travolge non puoi decidere di fermarti: devi rialzarti!

Devi imparare nuovamente tutto: respirare, avere cura di te, sorridere (per piangere sei già pronto), bere (stavolta per ubriacarti), spaccare piatti, bicchieri, strappare pagine e appunti, urlare forte, forse picchiare qualcuno.. se non altro ti farà sfogare.

Dovrai riempire l’agenda di impegni: imparare a dire sempre di sì! Partecipare a tutto!

Resta qui trovando motivi per vivere, aggrappandoti alla musica: si riconosce bene la gente che vive con lei dentro.

Oppure cambia aria e vai a vivere altrove, portandoti dietro la musica e un quaderno su cui scrivere e/o disegnare: mi hanno detto che sei bravo.

Magari io scrivo e tu disegni..

E adesso?

Adesso io me ne andrei.

Non so, forse, ho giusto il tempo per il caffè e l’amaro.

Son stanca, non tarderei ancora troppo ad andare a dormire, ho voglia di andare a letto e mettermi a stella, più larga che posso per occupare tutto lo spazio.

Ci ripensiamo domani, magari ci sentiamo subito domani mattina, sul presto, ti scrivo io quando mi sveglio: e adesso invece farei basta!

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