Sarebbe bello se una volta tanto qualcosa qui avesse un senso

Da molto tempo pensavo di proporti questo libro, che è molto più che una fiaba per bambini, poi un giorno una persona speciale mi ha comunicato una notizia stupenda usandone il contenuto e ho sentito che era arrivato il momento.

Le Avventure di Alice nel paese delle Meraviglie” è stato scritto nel 1865 con lo pseudonimo di Lewiss Carroll ed è una storia inventata da un Reverendo nel corso di una gita in barca insieme a tre bambine, di cui una di nome Alice.La caratteristica onirica del racconto ha ispirato interpretazioni di ogni genere, in particolare di tipo psicologico. Non voglio entrare in alcun modo nel tema dello studio di ciò che può nascondersi all’interno della fiaba. Ciò che conta è che ad ogni rilettura il libro non smette di stupirmi. Gli anni passano ed io ci provo a chiedermi perché questo accada ancora.

Eppure è ciò che continuo a sentire, perché in fondo il mondo di Alice non è altro che un mondo sottosopra in cui tutto può accadere, un bizzarro mondo alla rovescia che non fa altro che svelarci le assurdità della vita e di tutti quei momenti in cui è difficile restare coerenti, capire, tentare di tenere tutto sotto controllo.

A volte le cose semplicemente accadono, in maniera imprevedibile e senza avvisare, apparentemente prive di senso e a quel punto sta a noi cercare di inventarne uno.

Alice si arrende di fronte a ciò che non può essere spiegato.

“Ultimamente erano successe tante di quelle cose strane che Alice aveva cominciato a credere che di impossibile non ci fosse quasi più nulla”. Lo stupore di Alice è quello dei bambini di fronte alla meraviglia, lo stupore che non dovrebbe mai finire in ognuno di noi.

Credo sia proprio questo a farmela amare così tanto.

“Non importa che età avete,

se siete importanti o insignificanti:

tutti tornate ad essere bambini.” V.Woolf

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