Lettera 16 Lucia

Sabato 9 maggio 2020

Ciao Rita,

sono io! Ti sto scrivendo durante un bel sabato pomeriggio, soleggiato e caldo, che anticipa la nostra prossima estate. Mentre sono qui al pc sto pensando a maggio 2019, a quanto è piovuto, a quanto sono stata male vittima di dolori reumatici, nausee e reflusso… la vita è davvero pesante, molto più spesso di quanto lo sia leggera e facile… Questo maggio però è iniziato bene, con una settimana ricca di emozioni, visto che, finalmente, abbiamo potuto rivedere i nostri cari! Non posso neanche immaginare quanto sia stato bello per te rivedere tuo figlio e la pancia in attesa… raccontami tutto: ogni dettaglio!

I miei genitori, mio fratello e i miei nipoti, in particolar modo, sono coloro che mi mancavano davvero come l’aria, rivederli mi ha fatto un effetto incredibile. I bambini sono cambiati, li ho trovati cresciuti, la differenza è visibile: stanno diventando grandi! E pure Lucia è sembrata a tutti molto diversa; Beatrice (la mia unica nipotina femmina) mi ha detto: “Non sembra più la bambina di prima”. I miei zii mi son sembrati invecchiati, gli occhi tristi e lucidi sopra quelle mascherine… in alcuni momenti avevo pensato di non rivederli più, ma ho deciso di non dirglielo! Chissà se pure io sono sembrata più grande, oppure invecchiata?!?!? Lucia ogni tanto piangeva, non so bene se per paura, o per emozione; anche io ogni tanto piangevo, non so bene se per paura o per emozione. Qualche volta Lucia è voluta venire in braccio, non lo aveva mai fatto, ma sono già alcuni giorni che ha iniziato ad alzare le mani e decidere che io la prenda…

Leggendo la tua lettera ho pensato che, come te e Federica, anche Lucia ed io abbiamo passato assieme molto più tempo di quello che avevo pensato, immaginato, desiderato e, tutto questo tempo, ci ha unite e anche un po’ confuse… Avevo così chiara in testa l’idea di farla diventare indipendente, di farla stare in egual modo con me e con altre persone, per non farla venir fuori troppo attaccata alla mamma; ma questo virus mi ha obbligato a tornare sui miei passi e adattarmi ad altre regole. Proprio io che non volevo in alcun modo farmi pensare indispensabile, un po’ indispensabile lo sono diventata, ma al contrario di quello che credevo mi sono trovata in una posizione che non mi pesa e non mi infastidisce e inoltre mi sono riscoperta orgogliosa di me stessa, per essere riuscita a dimostrare a tutti, e a me per prima, che ce la faccio, ce l’ho fatta e ce la potrò sempre fare, anche senza troppo aiuto! Andrea ed io ce l’abbiamo fatta anche da soli: qualcuno non lo credeva secondo me!

Ti confesso poi che la voglia di partire con una bella valigia pesante non mi molla e, anche se pensare a Lucia, anche soltanto per una serata, senza me mi fa preoccupare, non posso che sapere, in un modo forte e reale, che se non ci fosse stato questo virus, al contrario di tutto quello che dicevano le mie amiche e le mie colleghe, sarei già partita, magari a marzo, per uno dei miei viaggi chissà dove!

Mi fa venire una gran rabbia pensare di non riuscire a fare tutto quello che pensavo di fare in questo anno… sto perdendo tempo, come tutti, a non vedere ciò che avevo programmato… Ho già due concerti rimandati a data da destinarsi, viaggi che chissà quando si potranno fare e amiche che mi mancano, talmente tanto da farmi impazzire, con cui per recuperare il tempo dovrò passare praticamente mille giorni!!! Sai, vorrei tanto che loro mi leggessero così come fanno le tue amiche… almeno le sentirei più vicine, ma loro non lo fanno e questa cosa mi da un grande dispiacere…

Il mio rientro a lavoro è stato particolare e inaspettato e cioè non sono ritornata in ufficio, per ora sono in smart learning direttamente da casa. Appena mi hanno avvisato di questa notizia sono rimasta male, delusa e amareggiata, ma poi ho capito che per Lucia è la soluzione migliore. Almeno in questo modo avrà tempo di imparare nuovamente a conoscere i suoi nonni e vedere posti diversi dalla nostra campagna, prima di rimanere improvvisamente senza me per alcune ore come non è più stata.

Domani sarà la mia prima festa della mamma, come per quella del papà Andrea ed io avevamo idee e progetti che abbiamo dovuto rimandare… Lui mi ha comprato pacchi di Abbracci e nel nostro giardino stanno nascendo e fiorendo le rose, in più domani verranno a trovarci mio fratello con la sua famiglia: credo di non aver bisogno di nient’altro per questa mia prima festa!

Ieri mattina ho pensato a come fossi dieci anni fa, mi sono ricordata più energica, forte, mi sono rivista bellissima e senza pensieri, poi mi sono sentita stanca, sfinita… non avrei proprio voglia di ritornare indietro, di ripartire da capo, mi piace tanto essere qui adesso, con questa bambina tra le mani, quando la guardo mi sembra di aver fatto tutto giusto: capita così anche a te quando guardi i tuoi ragazzi?

Ti voglio bene…

Fra

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