Lettera 3 troppo tempo per pensare

Domenica 15 marzo 2020

Buongiorno Fra,
oggi mi sono svegliata pensando alla mamma, come spesso mi capita, forse la sogno e poi non ricordo. Ciò che vorrei dirti è che mi concentro con sempre maggior frequenza a riflettere sul momento in cui ha deciso di congedarsi da me, da noi, giusto un paio di mesi fa, esattamente il 15 gennaio.
Sembrava lo sapesse che sarebbero arrivati tempi duri e che per la sua bambina tutto sarebbe diventato ancora più complesso. E non mi meraviglia affatto, perché in fondo è sempre così che lei ha vissuto, camminando in punta di piedi per non disturbare.
Credo che un pizzico di questo suo timore di dare fastidio in qualche modo al prossimo lo abbia trasmesso poi anche a me.

Proprio qualche giorno fa un’amica mi ha scritto “mi dai sempre la sensazione di pensare che tu stia disturbando”. E così era lei, che ha scelto il momento giusto per lasciare me con una preoccupazione in meno. Lo ammetto, non è che il babbo con i suoi mille mali e i suoi 90 anni quasi suonati mi faccia stare proprio tranquilla, ma la mamma, ai tempi del corona virus, sarebbe stata indubbiamente di difficile gestione.
Uno dei tanti ricordi dolci che ho di lei è proprio legato al suo tentativo, quando ancora la sua mente glielo consentiva, di difendermi dalle manie persecutorie e paranoiche del babbo (con affetto lo dico) e dalle sue numerose telefonate giornaliere che da tempo gli servono per essere certo che non mi sia successo nulla.

Ora divago un pochino, ma capita anche a te in questi giorni strani di avere l’umore ballerino che ti fa sentire in certi momenti felice per il tanto tempo a disposizione per fare e per pensare e poi subito dopo preoccupata per lo stesso motivo?
Non sarà troppo questo tempo che ho per pensare?
Io a volte me lo chiedo, ma solo perché sono consapevole che quando lo spazio per la mia mente diventa troppo ampio, mi accorgo di essere pericolosa.
Ecco, quando poi i pensieri ricadono su di lei mi sento risucchiare da un imbuto di immagini, parole e sensazioni e subito dopo di “avrei potuto fare meglio”. 

Resta comunque il fatto che io sono convinta di quello che ti ho detto, la mamma ha organizzato tutto al meglio per non pesare troppo su di me, tenendo le braccia ben alzate per proteggere il mio cielo, come poi spero stia facendo tuttora.

Ora ti bacio e ti prometto che cercherò (ho detto cercherò, non so se riuscirò) di essere, le prossime volte, più leggera.
Sono qui, non farmi aspettare troppo.

Rita

 
 

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